Fiabe contaminazioni

“Mai come oggi si è parlato tanto di civiltà e di cultura, quando è la vita stessa che ci sfugge. E c’è uno strano parallelismo fra questo franare generalizzato della vita che è alla base della demoralizzazione attuale, e i problemi di una cultura che non ha mai coinciso con la vita, e che è fatta per dettare legge alla vita.
Prima di riparlare di cultura voglio rilevare che il mondo ha fame e che non ci si preoccupa della cultura; solo artificialmente si tende a stornare verso la cultura dei pensieri che si rivolgono verso la fame.
La cosa più urgente non mi sembra dunque difendere una cultura la cui esistenza non ha mai salvato nessuno dall’ansia di vivere meglio e di avere farne, ma estrarre da ciò che chiamiamo cultura, delle idee la cui forza di vita sia pari a quella della fame.”

[A. Artaud]

Fiabe e contaminazioni è un festival BIENNALE nel quale si cerca di saldare il tessuto connettivo sociale attraverso le forme dell’arte alla ricerca di una arte necessaria. La vita sociale e il mondo dell’arte vengono viste, infatti, come in binomio inscindibile. Così come è difficile poter configurare una società che non avverta in sé la necessità di esprimere dei contenuti attraverso forme e queste forme non sono nient’altro che arte, così un’arte astrattamente isolata, all’interno di una torre d’avorio e rapportata soltanto alle proprie forme, non può esistere. L’arte é sempre qualcosa che si rivolge al sociale, al mondo, a noi tutti. Le opere d’arte sono oggetti che hanno un senso e che parlano soltanto con la presenza di un pubblico.

Ogni anno Fiabe e contaminazioni affronterà un tema di forte rilevanza sociale quale per esempio la famiglia, l’immigrazione, le nuove povertà e quant’altro, strutturando una programmazione di incontri informali, spettacoli, concerti, performance che sviscereranno il tema proposta sotto punti di vista diversi.

Fiabe e contaminazioni vuole essere un festival popolare che propone eventi di alto profilo in una veste del tutto innovativa con il fine di fare incontrare il pubblico con l’arte.

Per fare questo sono state studiate soluzioni inedite ed accattivanti rivolte ad un pubblico trasversale che si estende dai bambini agli anziani, con predilezione non esclusiva ai giovani.

Negli ultimi anni alcuni imminenti artisti hanno voluto riaffermare il moto dell’arte per l’arte. Ma è evidente che quegli artisti che si sono arrogati tale motto in realtà non facevano altro che incarnare una posizione, che doveva avere necessariamente degli interlocutori. Non c’è arte senza un pubblico. È arte, per meglio dire, quella che si posizioni a beneficio di pubblici che si susseguono nel tempo. L’artista si trova a dialogare con la comunità in cui opera, a mediare tra luoghi, pubblico, committenti, inserendosi nel processo di trasformazione sociale.

L’arte è responsabile del cambiamento sociale perché direttamente coinvolta nelle dinamiche complesse della modernità

In questa prospettiva tre sono le linee guida essenziali del festival:

  1. la pludimensionalità dei linguaggi: verrà considerata l’arte nel suo complesso come mezzo di comunicazione e si utilizzeranno in modo organico tutte le sue forme che vanno quindi dal concerto, allo spettacolo teatrale, alla performance, all’installazione ecc.
  2. la scelta di luoghi rappresentativi della vita sociale: da una parte verranno scelti luoghi istituzionalmente riconosciuti come luoghi del divertimento quali teatri o cinema, dall’altra si porterà l’arte anche là dove avviene la vita sociale come piazze, locali, palazzi del comune o delle provincia ecc.
  3. innovazione delle modalità di trasmissione del messaggio: gli eventi saranno sempre accompagnati da momenti di riflessione che andranno a sviluppare la tematica prescelta in modo innovativo ed accattivante

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