Il festival intende essere un “laboratorio culturale ” permanente nella regione Lombardia, capace di sondare le nuove tendenze delle arti performative quali teatro, musica, cinema, pittura, danza, videoart, sforzandosi di valorizzare compagnie del panorama lombardo, italiano ed europeo e cercando di costruire una interconnessione tra queste differenti realtà territoriali.
Centrale è il concetto della “trasposizione” ovvero della trasformazione di un’arte in un’altra. È ormai evidente, infatti, che nel panorama artistico gli sconfinamenti tra un’arte e l’altra hanno creato una grande ricchezza di linguaggi e che le “trasposizione” da un genere all’altro ha fornito sempre nuovi spunti di riflessione, come ad esempio dalla letteratura al cinema o dalla video arte e al teatro.
Particolare importanza avranno in questo percorso artistico due elementi: da una parte la interdisciplinarietà come studio delle possibili trasposizioni di una arte e in un altra arte o di un arte dentro un’altra arte, ed in secondo luogo la ricerca di spazi non prettamente teatrali, al fine di valorizzare sia i luoghi nascosti nelle province Lombarde sia gli eventi ospitati.
Il progetto si rivolge ai giovani artisti intesi non solo in senso anagrafico, ma anche come coloro che sperimentano nuovi percorsi artistici.
Il territorio si pone come fattore costituente della progettazione del festival. Il festival si propone infatti, la “stanziazione” di eventi spettacolari in località e spazi precisi, in primo luogo per fare di una proposta artistica un “essere in uno spazio” e in secondo luogo per affermare la centralità e l’urgenza artistica dei luoghi che si vanno ad abitare, costruendo una mappatura regionale fatta di percorsi e segni. La proposta è una messa in atto performativa di una mappa sul territorio. Trasposizioni tra generi e trasposizioni geografiche. Ridisegnare il territorio attraverso l’arte.
Seconda edizione K5 (2005 – 2006)
Prima edizione K4 (2004 -2005)
