Teatro Del lemming
13 Dicembre
Sala San Lorenzo, Gussago
ore 19.00, 20.30, 23.00 su prenotazione obbligatoria
ODISSEO
viaggio nel teatro
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con Chiara Elisa Rossini, Diana Ferrantini, Boris Ventura, Alessio Papa, Fiorella Tommasini, Mario Previato, Katia Raguso, Natascia Tommasini, Mario Previato, Giovanna Ruth Pegoraro costumi Genny; collaborazione drammaturgica Roberto Domeneghetti;
musiche e regìa Massimo Munaro
lA COMPAGNIA
Il Teatro del Lemming nasce a Rovigo nel 1987. Il gruppo è ideatore di un diverso approccio al teatro, da più parti chiamato “teatro dei sensi” o “teatro dello spettatore”: un teatro in cui lo spettatore è direttamente coinvolto drammaturgicamente e sensorialmente all’interno dell’evento scenico. Il teatro deve tornare, per il Lemming, ad imporsi come luogo dell’incontro, della relazione, nella sua necessità di esperienza che, prima che cognitiva, resti propriamente esistenziale ed organica. Significativa in tal senso la Tetralogia dello spettatore di cui ODISSEO rappresenta il movimento finale. Dal 1994 organizza a Rovigo il Festival ”Opera Prima”, una delle principali vetrine per i gruppi del teatro di ricerca, premiato nel 1996 con premio “Giuseppe Bartolucci”. I lavori del gruppo sono stati rappresentati nei maggiori teatri e festival italiani ed europei (tra gli altri: Santarcangelo, Drò, Volterra, Marsiglia, al Teatro Valle di Roma e al Gobetti di Torino). E’ del 2001 la monografia dedicata al gruppo, intitolata “Teatro del Lemming” (editrice Zona), ad opera di Marco Berisso e Franco Vazzoler, professore di letteratura teatrale italiana all’Università di Genova.
LO SPETTACOLO
Dopo EDIPO, DIONISO e AMORE E PSICHE, il lavoro su ODISSEO si propone come ultima tappa di un progetto che si è configurato propriamente come una tetralogia sul mito e sullo spettatore.
In questo spettacolo la relazione diretta attori e spettatori è portata, dopo che i lavori precedenti presupponevano la partecipazione di un numero molto ristretto di spettatori (rispettivamente: uno, nove e due), ad una partecipazione più vasta: 30 spettatori rimandano contemporaneamente anche ad una identità, quella di Odisseo, che, come quella dello spettatore teatrale, non può che darsi come molteplice e multiforme. In questo senso la percezione complessiva dell’evento, pur premiando la percezione di ogni singolo partecipante, è finalizzata al corpo totale degli spettatori: propriamente il corpo di Odisseo.
Il viaggio di Odisseo è un viaggio circolare che presuppone una partenza ed un ritorno: da Itaca a Itaca. Questo viaggio possiede di fatto, piuttosto che uno svolgimento lineare, un andamento sincronico: tutto accade sempre contemporaneamente. Come in un sogno. Nel Mare come nel Teatro non esiste un centro. E il Mare, come il Teatro, non lascia tracce. Ma il Teatro è forse l’unico luogo al mondo in cui – come per Odisseo il Mare – ciascuno di noi può reincontrare i propri fantasmi e riconquistare così la sua Itaca.
Metafora di un teatro che può essere non solo subito ma anche attraversato compiutamente e a cui tornare diversi eppure uguali.