13 Marzo 2010
ACCADEMIA DEGLI ARTEFATTI

Con: Matteo Angius, Emiliano Duncan Barbieri
Regia di: Fabrizio Arcuri
“My Arm” è il monologo di un trentenne che ha sfidato sé stesso e le proprie possibilità, la propria noia e quella universale: dopo aver dimostrato di riuscire a stare per quattro mesi senza andar di corpo, e per un periodo più o meno lungo di non parlare, un giorno porta un braccio sopra la testa e prova a verificare per quanto tempo riuscirà a tenercelo, e ora vive e muore del suo braccio reso inattivo, arto ucciso, ma insieme unico superstite del resto del corpo. “L’uomo del braccio” racconta la sua storia prendendo a prestito dagli spettatori foto, chiavi, accendini che raffigurano luoghi o personaggi cui però non rimandano affatto, e che diventano scenario e protagonisti di un suo spettacolo personale (ripreso in live da una telecamera e video – proiettato). Ecco un teatro ulteriore, un mondo ulteriore e un linguaggio che raccontano una storia tanto vera e per questo impossibile, manipolando la realtà e mettendola a servizio di una rappresentazione che però non ha nulla da raccontare.
Accademia degli Artefatti si forma intorno agli anni ’90 con lo specifico progetto di promuovere, organizzare e diffondere la cultura teatrale. I progetti o gli eventi unici prodotti dall’Accademia hanno trovato ospitalità nelle più importanti manifestazione e rassegne teatrali: Santarcangelo International Festival of the Arts, VolterraTeatro, Armunia Festival Costa degli Etruschi, MittelFest, Teatro 90 Festival, Primavera dei Teatri, Enzimi, Trend – Nuove Frontiere del teatro britannico. L’organizzazione di rassegne e festival è centrale nel percorso di difesa e promozione della cultura teatrale. Diversi i premi raccolti in questi anni. Nel ’96 e nel ’99 il primo premio e la menzione speciale al Riccione TTV con “Dati” e “Sulle possibilità irrazionali dell’oggetto”. Del 2003 è la vittoria al “Premio Dioniso del teatro classico dei giovani” con lo spettacolo “Cori tragici”. Nel 2005 arriva il “Premio Ubu – migliore proposta teatro straniero” con “Tre pezzi facili”.
